1 agosto 2010

L'OPERA E IL CASTELLO

Prendi un castello: trionfale e popolato di giorno, magico e maestoso la notte.

















Prendi un principe poco azzurro e molto più mediterraneo.

Prendi una principessa metropolitana con i suoi tacchi 10 per elevarsi un po’ :)!

Pensali correre come matti tutt’intorno al perimetro del castello incontrando due volte lo stesso ignaro signore con il cane e l’espressione incredula di chi ha appena partecipato alla prima messa in pista di cloni umani a Milano mentre si domanda: “ma quei due in nero (certo come non notare il famoso cerchietto a fiore di lei????)che adesso arrivano trafelati da sinistra non erano stati in questo stesso punto 3 nano secondi fa diretti verso destra?”

…ma lui non sa che i due -freschi e sorridenti in apparenza- stanno sudando anche l’anima e che quel sorriso è più simile a una paresi, sì, una smorfia cristallizzata di lei che nemmeno sotto tortura ammetterebbe mai che quei fantastici sandali una ragazza a volte li vorrebbe scagliare!

Ma torniamo a noi e ai nostri protagonisti che dopo un giro a gratis in 3minuti netti delle mura sforzesche ritornano lì da dove erano partiti (e sarebbe stato carino stare!): il cancello chiuso del castello dove solo chi ha i prodigiosi biglietti può entrare.

Immagina così che i nostri posseggano i biglietti(conquistati gratuitamente sfidando un’ardua coda mattina-prestissimo-tempo il lunedì precedente grazie ad un’iniziativa culturale del comune) e che i due possano proseguire verso la loro prima opera: “Il barbiere di Siviglia”.
Lo spettacolo è già iniziato, solo posti in piedi.
In ogni favola c’è sempre una piccola seccatura, un difetto su cui i protagonisti devono lavorare…

Prendi tutta la buona volontà dei due nel seguire la rappresentazione tra i gorgoglii, i magistrali acuti e i falsetti senza capire quasi nulla… o forse no…

Immagina che la tentazione di avere per un attimo tutto per sé il cortile del castello e di goderne le luci che ne esaltano il profilo sia troppo forte e che le bellissime voci trasportate dal vento che nel frattempo si è alzato accompagnino la loro passeggiata trasformandosi nel migliore (e forse unico!!!) primo approccio con la lirica.




E vissero sempre in ritardo e contenti!

il mio sottofondo musicale: "il factotum della città" Rossini


2 commenti:

fa ha detto...

"E vissero sempre in ritardo e contenti"...
tagliente (barbiere docet) geniale e terribilmente vero :-)

emme ha detto...

Hi hi hi! :)